«La Chiesa è ferma nei principi perché crede, è duttile nelle applicazioni perché ama; i nemici della Chiesa sono duttili nei principi, perché non credono, e rigidi nelle applicazioni, perché non amano».
(Réginald Garrigou-Lagrange
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Commenti
alex ha detto…
il nuovo Papa dà del "fratelli" ai musulmani, e per quanto riguarda i gay dice: "chi sono io per giudicarli?".
Lui dimostra di amare il prossimo, Lei di che parere è? alex
loren ha detto…
Ogni vero cristiano ama gli omosessuali, che soffrono per la loro limitazione. Ciò che crea i guai nel mondo, a questo riguardo, sono le [b] “lobby gay” [b/] come appunto dice il papa! Queste sono il vero flagello di oggi, perché conoscono i sistemi occulti con cui convincere il mondo delle loro ragioni perverse.
Anonimo ha detto…
Le lobby gay sono formate quasi sempre da eterosessuali che manipolano gli omosessuali per il loro fine ideologico (che i gay non hanno), cioe' scardinare l'ordine sociale.
Se qualcuno ha poco tempo per formarsi una coscienza retta e perciò cattolica sulla questione unioni omosessuali, riporto poche righe da documenti di Santa Romana Chiesa, vincolanti, perciò obbligatori per chi è cattolico, politico o non politico che sia. Questo intervento credo poi che sia utile orientamento ai cortesi lettori che in questi giorni mettono commenti su questo blog. “Cristo ha dotato i pastori del carisma dell'infallibilità in materia di fede e di costumi” ( Catechismo della Chiesa Cattolica n. 890 ). “I cristiani, nella formazione della loro coscienza devono considerare diligentemente la dottrina sacra e certa della Chiesa . Infatti per volontà di Cristo la Chiesa Cattolica è maestra di verità ” ( Documenti del Concilio Vaticano II, Dignitati humanae, n. 14 c ). “Tutti i fedeli sono tenuti ad opporsi al riconoscimento legale delle unioni omosessuali , i politici lo sono in particolare, nella linea di responsabilità che è loro propria... Sono da tenere presenti le se...
di Giovanni Zenone Il comandante non abbandona la nave che affonda Ogni buon cattolico è agghiacciato dalle parole di rinuncia a governare la Chiesa in questi tempi di guerra del dolce Cristo in terra, Papa Benedetto XVI. Nessuno - che non sia un modernista o un complice dell'anticristo - può approvare che nell'infuriare della Battaglia il Comandante in capo rinunci al comando. Non crediamo nella libertà delle dimissioni del Papa. I serpenti che lo circondano ci fanno temere che sia stato indotto a questa scelta grave. Tanto più che il rischio di un eretico sul soglio
"Molti cattolici impegnati nella politica hanno preoccupazioni giuste. Non sono tra coloro che imputano alla Dc (e ai suoi eredi) eccessi di diabolica prudenza nella gestione della valanga indifferentista che negli ultimi decenni ha afferrato il mondo e, in parte, l’Italia. La 194 fu il massimo del minimo (danno), la prudenza nel maneggiarla è comprensibile. Ma la battaglia culturale, quella no, non sopporta secondo me tiepidezze". Sono le parole che Giuliano Ferrara ha scritto su “Il Foglio” dell’8 gennaio in risposta a un lettore che ironizzava sulla prudenza invocata da Pier Ferdinando Casini a proposito di Legge 194. Aldilà del giudizio contingente, Ferrara tocca un nodo cruciale che aiuta a leggere le diverse reazioni dei cattolici al ciclone che lo stesso Ferrara ha scatenato proponendo una moratoria internazionale sull’aborto, impegnandosi a un digiuno vero durante le feste di Natale per sostenerlo, e impegnando Il Foglio in una battaglia culturale e giuridica – un eme...
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Lui dimostra di amare il prossimo, Lei di che parere è?
alex