Il potere dell'arte - di Simon Schama


Ho finito di leggere questo volume in carta patinata pesante su otto artisti: Caravaggio, Bernini, Rembrandt, David, Turner, Van Gogh, Picasso, Rothko. Questo è il terzo libro di Shama che leggo, il primo è stato "Gli occhi di Rembrandt", e poi "La storia degli ebrei - L'appartenenza". Non è un autore di profonde analisi, ma un abile divulgatore che stupisce per la quantità enorme di aneddoti e dati che spiattella nei suoi libri. Questo libro, che speravo mi desse di più, l'ho letto a momenti con piacere e a momenti con fastidio. Piacere quando ho scoperto Bernini, per il quale non nutrivo alcun interesse, e la cui conoscenza della vita e del lavoro mi ha fatto scoprire il valore di un grande scultore. I miei gusti sono ormai formati e non credo che correrò per il mondo a cercarne le opere, ma almeno riuscirò a capire un po' di più del nulla che mi dava finora. Il fastidio mi ha preso nel capitolo dedicato a Picasso. La storia di Guernica raccontata da Schama è la ripetizione megafono delle bugie ideologiche dei comunisti della dittatura repubblicana spagnola. Falso il numero dei morti, falsa la distruzione della città, forse falso anche che fossero stati i "fascisti", falso che Guernica rappresentasse Guernica. Era un quadro sulla morte, nella corrida del torero Joselito. Lo si capisce senza riflettere. Come si capisce che il quadro poi è stato ripensato a partire dalle 300.000 pesetas che il governo della "Repubblica" comunista spagnolo diede a Picasso per rappresentare la "nuova" Spagna all'esposizione universale. Detestabile poi il capitolo dedicato a Rothko: troppe pagine troppe parole per cercare di giustificare, di dare un senso, a cose non comunicative, ad arte spazzatura. Una tela su cui si è capito malamente un colore non comunica niente, e non comunicando non è arte, perché l'arte è linguaggio, e il linguaggio se lo capisce solamente l'autore non è più linguaggio ma solipsismo. Non ci siamo proprio! Il capitolo dedicato a Rembrandt è pieno di dati, interessante, ma non è altro che un riassunto del volume poderosissimo che già gli aveva dedicato. Sugli altri artisti dice cosette marginali. Su Van Gogh ha qualche buona intuizione ma nessun colpo d'ala. Insomma, speravo di più. Ho capito che questo è un autore da non seguire più.

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